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Articolo o Recensione per la Sezione “Arte & Cultura

 

febbraio-maggio 2006
"Milano e i Giovani" tema del Concorso “Milano in digitale

 

PICASSO A COMO: LA SEDUZIONE DEL CLASSICO

 

UN MAESTRO E LE SUE TECNICHE 
René Paresce  - opere dal 1905 al 1932

 

CSCitytape a Milano, 17-22 Maggio 2005

 

DIESEL WALL
Premio di arte temporanea - IIª edizione

 

MONET, LA SENNA, LE NINFEE a Brescia fino al 20 marzo 2005


 

Baci&abbracci

presenta la mostra pittorica di

 Massimo Giordano

 

Milano, Teatro Smeraldo, stagione 2004/2005

Musical di fama internazionale come Lord of the Dance, Belly Dance Superstar, African Footprint, grandi comici come Teo Teocoli e i protagonisti di Zelig, e ancora... concerti, danza, acrobati e tanti straordinari spettacoli per una stagione di altissimo livello!

BarleyArts presenta 

 

BELLYDANCE SUPERSTARS

 

23, 24, 25 Settembre – MILANO, TEATRO SMERALDO

Dall’incontro fra un manager geniale del rock business e un gruppo di sensuali danzatrici del ventre fra le migliori al mondo, può nascere solo uno spettacolo unico, che fonde aromi e ritmi orientali con l’imponenza dei musical occidentali. MILES COPELAND, storico manager dei Police e poi di Sting ha fiutato una nuova frontiera dell’intrattenimento di successo, ha selezionato le BELLYDANCE SUPERSTARS e ha creato per loro uno spettacolo maestoso, nel quale la sensualità della danza del ventre si accende sotto i riflettori e arriva al cuore.

Tre date al Teatro Smeraldo di Milano sono il debutto italiano per Sonia, Jillina, Ansuya, Amar, Rachel, Dondi, Saida, Bozenka, ovvero le Bellydance Superstars, attualmente impegnate in un intenso tour europeo, dopo avere letteralmente conquistato gli Stati Uniti con oltre 60 spettacoli in nove settimane. Forse parlare soltanto di danza del ventre è riduttivo per uno spettacolo del genere.

 

Nello specifico la troupe vanta ballerine tra le migliori al mondo provenienti da Brasile, Stati Uniti e Argentina. Il ritmo di lavoro a cui si sono sottoposte le ragazze è stato davvero estenuante: un tour americano di 60 spettacoli, con 600 Km al giorno percorsi in autobus per raggiungere la località prevista, mangiando nelle stazioni di servizio, almeno 5 ore di prove, 2 ore circa di spettacolo e 5 o 6 ore da dedicare al sonno. Molte hanno affiancato a tutto questo seminari tenuti in alcune città previste dal tour. Poi subito di nuovo “on the road”, con uno spirito vicino a quello delle rock band in ascesa e decise a raggiungere il successo grazie alla propria passione. Non a caso, la presentazione del progetto BellyDance Superstars al mondo è avvenuta durante il LOLLAPALOOZA 2003, uno dei più grandi festival rock alternativi al mondo.

 

Illustrando il suo nuovo progetto, Miles Copeland fa notare che dopo avere venduto, attraverso gli artisti in cui ha creduto (Police, Sting, ma anche le Gogo’s, Cheb Mami per il duetto con Sting nell’hit mondiale Desert Rose e ancora tantissimi altri), 200 milioni di album e avere esaurito stadi e arene in tutto il mondo, si sente in grado di riconoscere una STAR quando ne incontra una. “ Ho speso molto tempo e impegno per conoscere a fondo questa forma di danza, ho visto molte delle migliori danzatrici al mondo, le icone, le stelle di questo genere. Ma alla fine dei giochi, io NON faccio parte del mondo della danza del ventre. Altri fanno affari in questo settore e li faranno sempre meglio di me. Io invece appartengo al business dell’intrattenimento, un settore che risponde a regole precise che non possono essere ignorate. BELLYDANCE SUPERSTARS è una celebrazione dell’ARTE della danza, ma soprattutto è uno SPETTACOLO che deve catturare l’attenzione per almeno 2 ore, deve interessare e colpire e andare oltre gli stretti confini degli appassionati del genere o degli iniziati. Le ballerine prescelte devono risultare attraenti su più livelli, devono avere carisma, trasmettere energia sul palco, comunicare allegria in modo quasi contagioso, essere belle e capaci di portare la loro arte al di fuori dei confini abituali, in nuovi luoghi e a nuove persone, dal cuore aperto, e soprattutto dalla mente aperta”.

 

Tutto questo per concludere che a proposito di BellyDance Superstars ha le stesse sensazioni provate durante il secondo tour americano dei Police, quando era evidente che qualche cosa di grosso stava per succedere e tutti cercavano di cogliere l’attimo.

 

Formula vincente, Bellydance Superstars fa leva sull’antica arte della danza per esaltare al meglio la femminilità attraverso uno show imponente che comprende una varietà di esibizioni soliste e di gruppo che spaziano dal cabaret alla danza tribale, jazz, egizia, in un panorama di luci, costumi e coreografie grandiosi.

 

La musica suonata nel corso dello show comprende brani degli artisti Hakim, Oojami e Amr Diab e del percussionista Wassan Pharaoon.

 

Biglietti:

Poltronissima Centrale : 35 euro + prev

Poltronissima Laterale, Poltrona e I Balconata: 25 euro + prev

II Balconata : 20 euro + prev

  

Inizio ore 21.00    Apertura porte ore 20.00

www.barleyarts.com

 

 

 Lord of the dance - dal 15 Settembre 2004 - ANNULLATO!

 

Lord of the dance, musical-evento di Michael Flatley, danzatore e coreografo irlandese. Un travolgente show che vede trentotto ballerini che si muovono su una musica violenta ed emozionante. Tante le date in programma nella nostra penisola! Non mancare!

 

 

Un musical eccezionale che porta la firma di Michael Flatley, grande danzatore e coreografo irlandese. Un travolgente show che vede trentotto ballerini in scarpe da tip-tap, pantaloni di pelle e costumi celtico-sexy, in una sorta di lotta tra le forze del bene e del male. Ballerini che si muovono su una musica violenta ed emozionante e sul suono caldo delle cornamuse mischiato a brutali sonorità contemporanee. Ballerini che, con strabilianti giochi di piedi,  rivisitano la tradizione della danza irlandese tra fumi, effetti luce, e coreografie mozzafiato.

Organizzazione Barley Arts

 

altre informazioni sul sito teatrosmeraldo.it

 

 


Stagione d’opera e balletto 2003~2004

TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI  
 

7, 9, 12, 14, 16, 19, 21 luglio 2004  
 

MADAMA BUTTERFLY

 

 

WINCKELMANN E L'EGITTO. 
LA RISCOPERTA DELL'ARTE EGIZIA NEL 18° SECOLO
MUSEO VELA. LIGORNETTO, SVIZZERA
6 GIUGNO - 14 NOVEMBRE 2004
di Roberto Roselli 


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La casa delle Playgirls, nuovo Reality su Odeon


Una nuova illycollection e una mostra rinnovano la collaborazione 
tra Jannis Kounellis e l’azienda triestina

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MONTBLANC E BELLAVISTA  
INSIEME ALLA BOUTIQUE MONTBLANC DI VIA MONTENAPOLEONE  
PER LA SERATA ‘CALICI DI STELLE’


APPUNTAMENTO CON ALMA IL 31 MAGGIO
CON IL 
CORSO DI ECCELLENZA PER CUOCHI PROFESSIONISTI
“L’ALTA CUCINA PER TUTTE LE TASCHE”  
a cura di Davide Oldani
(articolo nella sezione Arte  e Cultura)


*-*

I gioielli di Carlo Riva all'asta al Teatro Angelicum
per la Giornata mondiale del Cancro contro il Fumo
(articolo nella sezione Arte  e Cultura)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Settimana della Cultura 2004

 

Milano, 20 maggio 2004

 

Anche quest'anno il Museo Poldi Pezzoli  aderisce alla Settimana della Cultura, istituita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che giunge alla sesta edizione

Dal 24 al 30 maggio i visitatori della casa-museo possono usufruire di un biglietto unico ridotto a 7, 50 euro  che consente di visitare il Museo e la mostra  A CACCIA IN PARADISO. Arte di corte nella Persia del Cinquecento.

 

Inoltre, con lo stesso biglietto, è possibile proseguire la scoperta dei magnifici capolavori persiani  a Palazzo Reale e partecipare  alla   visita guidata gratuita alla mostra che si tiene domenica 30 maggio alle ore 16.00

E’ necessaria la prenotazione ai numeri: 02. 796334/02. 794884

 

Il Poldi Pezzoli desidera aderire a questa iniziativa confermando il proprio impegno al servizio del pubblico e della comunità per la promozione e diffusione della cultura e della conoscenza dei Beni Culturali.

 

 

Museo Poldi Pezzoli

Via Manzoni 12, Milano

Tel. 02. 794884 – 02. 796334

Orario: 10.00 – 18.00 Chiuso lunedì

www.museopoldipezzoli.it

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VALERIO ADAMI - STANZE

MUSEO VILLA DEI CEDRI, BELLINZONA, SVIZZERA

29 APRILE - 15 AGOSTO 2004

di Roberto Roselli

 

BELLINZONA. A Villa dei Cedri, centro nevralgico della cultura elvetica, è di scena un protagonista dell'arte europea che mantiene viva la tradizione della civiltà italiana nel mondo.

Dedicata a Valerio Adami, una bella mostra scandita in stanze che comprende sessanta opere tra dipinti e disegni di grandi dimensioni, con documenti e fotografie, eseguiti in un periodo che va dal 1985 al 2004.

L'allestimento esprime allusione a quei valori ritmici e simbolici della maniera che è processo compositivo di tutti i suoi lavori, generalmente inquadrati in una stanza. Sono spazi di riflessione poetica e di pensiero in cui si esalta l'affascinante mistero dell'impulso creativo nel problema della rappresentazione dell'invisibile - la stanza del disegno, la stanza politica oppure quella musicale e, tra l'altro, la stanza Wagner con i dipinti e i cartoni realizzati dall'artista per "L'Olandese Volante" presentato al Teatro San Carlo di Napoli nella scorsa stagione lirica.

Anche sulla tela la linea domina assoluta. Valerio Adami è artista che ha sempre dato priorità al disegno, impalcatura di qualsiasi sua creazione, il colore ne è la luminosa conseguenza.

Sospinta da una mano che pensa la matita agisce, compone e scompone forme, distribuisce spazi vivi e intriganti che fanno pensare, in un cammino verso la meraviglia, la scoperta, in un rapporto diretto con l'istinto e la memoria.

L'esposizione, curata da Matteo Bianchi e Amelia Valtolina, è impreziosita da un catalogoedito dal Museo in collaborazione con Pagine D'Arte e da un volumettosul disegno di Valerio Adami in collana "Sintomi" di Pagine D'Arte.

 

Dal 29 aprile al 15 agosto

VALERIO ADAMI - STANZE
 

A cura di
Matteo Bianchi
Amelia Valtolina



Valerio Adami, Per un anniversario, 1996

Valerio Adami, Per un anniversario, 1996

 

   comunicato stampa
 

 

Catalogo
e pubblicazioni

Stanze
con Testi di
Valerio Adami
Matteo Bianchi
Amelia Valtolina
Edouard Glissant
Edizioni Museo Villa dei Cedri /
Pagine d'Arte


Disegni & confessioni
Con testi
di Italo Calvino
Jean-François Lyotard
Octavio Paz
Antonio Tabucchi
Edizioni Pagine d'Arte

Incanto
Le pitture di Valerio Adami
per "Der Fliegende Holländer"
di Richard Wagner
Edizioni Pagine d'Arte

Cartella con 12 riproduzioni di
disegni di Valerio Adami
Edizioni Pagine d'Arte

 

 

 http://www.villacedri.ch

 

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Cirque du Soleil - Saltimbanco
Il successo mondiale di Saltimbanco è stato così sorprendente che Cirque
du Soleil ha deciso di portare lo spettacolo in Italia nel 2004! ...

 a MILANO

Dal 29 aprile al 6 giugno 2004
Area Spettacoli di Milano, Piazzale Cuoco, entrata in Viale Puglie


vedi articolo (Valeria Cazzaniga)

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GLI AIRONI - la garzaia di Acqualunga (PV)
di Roberto Roselli

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Buon compleanno AutoCapital
di Francesca Bossi

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PRIMO PREMIO DI ARTE TEMPORANEA DIESEL WALL
dal 13 aprile
Colonne San Lorenzo Milano


Madre Teresa, il musical a Milano

 

 

Dopo il successo riscosso nel corso della tournée che ha attraversato tutta l’Italia, viene proposto IN ESCLUSIVA a Milano, presso il Teatro Dal Verme, MADRE TERESA … IL MUSICAL, con la regia di Piero Castellacci e le musiche di Michele Paulicelli, gli stessi autori che anni fa misero in scena “Forza Venite Gente”, la storia di San Francesco D’Assisi, con grande apprezzamento di critica e di pubblico.
Lo spettacolo, patrocinato dall’Assessorato Moda, Turismo e Grandi Eventi del Comune di Milano, è organizzato in piena sintonia con i valori che hanno ispirato la vita della Santa dei poveri: 
l’intero ricavato verrà infatti devoluto alla Croce Rossa Italiana – Comitato provinciale di Milano, 
impegnata nel progetto di ricostruzione del “Baghdad Surgical Hospital”.
...
Madre Teresa, il Musical si terrà Mercoledì 10 Marzo 2004 presso il Teatro Dal Verme di Via S.Giovanni sul Muro 2 alle ore 20.00 con cocktail di benvenuto e inizio spettacolo alle ore 21.00

 

OSCAR 2004
Click Here
La serata conclusiva dei 76° Academy Awards ha decretato i vincitori di quest'anno. 
Troneggia "Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re" con 11 statuette, accompagnato dai migliori attori Sean Penn e Tim Robbins, entrambi per Mystic River, Charlize Theron migliore attrice insieme a Renée Zellweger.

LOS ANGELES - 'Il Ritorno del Re', diretto da Peter Jackson, ha fatto l'en plein, vincendo in tutte le 11 categorie in cui era candidato, compresa quella per il miglior regista, eguagliando cosi' il record di statuette collezionate in una sola volta conquistato prima di lui solo dai film 'Ben Hur' nel 1959 e 'Titanic' nel 1997. Grande sconfitto della 76/a edizione del premio e' 'Master and Commander', di Peter Weir, che aveva 10 nomination e ha vinto solo due statuette (quello per i migliori effetti sonori, andato a Richard King e quello per la migliore fotografia, andato a Russell Boyd). 'Il Signore degli Anelli' ha lasciato spazi liberi solo nei premi agli attori, dove non aveva nomination. Qui non vi sono state sorprese: hanno vinto i favoriti.

Miglior film straniero 'Le invasioni Barbariche' del canadese Denys Arcand. L'Oscar di miglior attrice e' andato a Charlize Theron per 'Monster', miglior attore Sean Penn per 'Mystic River'. Tim Robbins ha vinto il trofeo per miglior attore non protagonista per 'Mystic River', mentre miglior attrice non protagonista e' stata laureata Renee Zellweger per 'Ritorno a Cold Mountain'. Miglior sceneggiatura originale a Sofia Coppola per 'Lost in Translation'.

Un Oscar speciale alla carriera e' andato all'ottantunenne regista americano Blake Edwards autore di capolavori come 'La pantera rosa' e 'Hollywood party' che non aveva mai ricevuto l'ambita statuetta (per lui una sola nomination per 'Victor Victoria' nel 1982 interpretato dalla moglie Julie Andrews). Per lui un originale ingresso al Kodak Theatre su tanto di sedia a rotelle e finta gamba ingessata di cui si e' subito liberato per ricevere il premio dalla mani di Jim Carrey.
(ANSA)

Tutti i vincitori (in inglese, da Oscar.com)

 

dal 9 Dicembre
al Teatro Nuovo di Milano,  
fino al 18 Gennaio 2003
FAME, the Musical
- Saranno Famosi -


Arriva anche a Milano il musical Fame - Saranno Famosi tratto dal celebre film di Alan Parker e dal telefilm che ha fatto il giro del mondo negli anni '80. La storia è quella di un gruppo di giovani ragazzi che, affascinati dal mondo dello spettacolo, dal canto, alla musica, alla recitazione, si impegnano per riuscire a sfondare e poter così lavorare in uno show di Broadway. Il musical, scritto da Josè Fernandez, conserva il fascino e la forza dell’originale progetto di David de Silva. Le musiche di Steve Margoshes sono dirette da Emanuele Friello ed eseguite dal vivo da un'orchestra di otto elementi. Le canzoni di Jacques Levy sono in lingua italiana con i cori diretti da Eyal Lerner. La messa in scena dello spettacolo è di Luigi Perego e Gigi Saccomandi.
Allegro, entusiasmante, frizzante, anche originale in alcuni momenti.
Insomma ci è piaciuto, lo consigliamo a tutti i nostri lettori.


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dal 11 novembre al 7 dicembre 2003, 
al
Teatro Nuovo di Milano,  
MASSIMO LOPEZ e TULLIO SOLENGHI in:
"LA STRANA COPPIA"


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28/11/2003

Il 1 dicembre 2003 alle ore 15.00  si inaugura al Pub “Atmosphere” di via Eustachi 15 la personale di Lorenzo Maria Bottari, pittore palermitano di fama internazionale, residente dal 1968 a Milano.

La giornata inaugurale godrà del patrocinio della Provincia e del Comune di Milano.

Negli spazi di Atmosphere saranno esposte alcune tra le sue opere più significative dalle quali traspare la complessità di un artista enciclopedico dallo spirito complesso e tormentato che traspone nei suoi quadri aspetti onirici e grotteschi.

La mostra che comprende dipinti e grafiche riguarda due tipologie di opere.

Rivedremo le tavole realizzate nel ’95 in occasione del centenario della nascita di Rodolfo Valentino - che sono state oggetto di una mostra itinerante in Italia e all’estero – e la raccolta posteriore  “I segni dello zodiaco” dove l’arte di Bottari si manifesta in una esplosione di alta creatività.

La mostra organizzata da Endas Lombardia si protrarrà fino al 6 gennaio 2004.

Di seguito il Maestro Bottari motiva la scelta di un pubblico esercizio come scenario per l’esposizione e ci spiega il significato della mostra stessa.

“Rompere con gli schemi espositivi  che sono le gallerie, musei o spazi ritenuti sacri da critici tante volte prezzolati e in mala fede ci si dimentica che l’arte o l’artigianato nascono dalle botteghe o i luoghi dove la gente consuma o vive la sua giornata facendo propria ogni cosa che tocca, respira e vede.

E’ così che ogni tanto sento questa esigenza di sentirmi più nomade con le mie creazioni, come quando da ragazzo esponevo in strada, accettando il confronto popolare in modo da capire a che cosa sono utili o servono i miei sogni concretizzati in pitture, ceramiche, sculture, grafiche e altro.

Risultato dell’humus del tempo o l’epoca che vivo.

Ci siamo dimenticati della poesia e di sognare; e l’apatia genera mostri e guerre, allontanando la gente e trascurando che l’unione è la forza dell’amore.

E’ solo con la generosità  dell’amore che si può avere ogni giorno un nuovo rinascimento, come dire che l’entusiasmo del nuovo giorno fa capire quanto è importante sentirsi carichi d’ incominciare a respirare un’aria nuova, piena di vita, rigogliosa, e sprigionando la gioia come quando nasce un fiore o quando nasce un bimbo.

Allora quando ci si trova davanti a un dipinto si sentono o si vivono emozioni a noi vicine, e li si può sentire la sensazione che è nata un’opera d’arte; non sarà mai il luogo a determinarne la sua bellezza o la sua ragion d’essere.

La mia maniera di esprimermi  artisticamente è sempre andata per temi e cicli .

Dalla fine degli anni ottanta all’inizio degli anni novanta ho maturato e concretizzato la mia ricerca astrale sui segni dello zodiaco, nata per un fatto ironico della sorte.

Da ragazzo tutte le volte che mi capitava di essere presentato a qualcuno   mi veniva richiesto il mio segno zodiacale, come se questo avesse un’importanza maggiore del mio nome; questo è stato lo stimolo per saperne di più e di iniziare una ricerca approfondita su questo tema.

Nel merito di credere o non credere trovai conforto in una intervista rilasciata da Renato Guttuso a una  rivista che aveva pubblicato i suoi segni  dello zodiaco.

A lui venne chiesto cosa ne pensasse in merito al significato della  simbologia zodiacale. Candidamente egli rispose che “non prendeva per oro colato”  tutto ciò  che veniva predetto dai maghi o astrologhi.. Forse  astralmente qualcosa lo acquisiamo  dalla nostra nascita ma il nostro futuro ce lo costruiamo con le nostre mani.

Comunque l’aver scelto o riproposto la mia interpretazione dei miei segni dello zodiaco è semplicemente perché,  con l’avvicinarsi dell’anno nuovo, può diventare interessante lasciarsi  prendere dalla magia e dal fascino dei nostri segni zodiacali, sempre con ottimismo e ironia.

Al tema dei segni zodiacali ho voluto associare  l’immagine di Rudy Valentino, un personaggio carismatico e misterioso che continua ad affascinare e che è diventato un vero mito dell’epoca moderna.

Questo  argomento  venne da me sviluppato in concomitanza del centenario della sua nascita : magnetico e affascinante l’attore nacque nello stesso anno  in cui nacque il cinema muto (1895) e quindi si può dire che inconsapevolmente nacque con la più grande forma d’arte che il secolo scorso abbia avuto.”

                 

Tutti i cittadini che parteciperanno avranno modo non solo di ammirare la pittura di un artista le cui opere sono in musei di tutto il mondo, ma di conoscere il Maestro, sorseggiando un cocktail davanti ad un allegro buffet.

***

15/11/2003

ARTHEMISIA
Srl Milano Corso di Porta Nuova 16 - 20121 Milano
Link

Milano, Museo della Permanente
9 ottobre 2003 . 8 febbraio 2004

FRIDA KAHLO - la mostra
Arthemisia, in collaborazione con il Centro Italiano per le Arti e la Cultura, presenta la mostra dedicata alla
grande artista messicana.
In un percorso ideale e simbolico attraverso alcune delle opere più significative della pittrice, accompagnate
da testimonianze fotografiche di grande interesse, vengono ricostruite le tappe della vita e del lavoro di una
donna che, già durante la vita, aveva assunto le caratteristiche del mito.
La mostra, curata da Achille Bonito Oliva e Vincenzo Sanfo, si avvale del prestito, concesso per la prima
volta, dell'intera collezione del Museo Dolores Olmedo Patiño, una collezione ricca di opere che rappresentano 
in modo egregio le proiezioni del mondo simbolico di Frida Kahlo. Dal . Ritratto di Alicia Galant . del
1927, la prima opera su cavalletto, a . La colonna spezzata . , . Alcune piccole punzecchiature . , . Ospedale
Henry Ford . al . Piccolo Dimas Rosas defunto a tre anni . .
Gli avvenimenti drammatici che segnarono la vita di Frida Kahlo sono molto noti ( negli ultimi anni sono stati
dedicati numerosi libri e un paio di film all'artista) . Figlia di padre europeo ( Guillermo Kahlo nato da genitori
ebrei ungheresi emigrati in Germania) e di madre messicana, nel 1925, a 18 anni, fu vittima di un incidente
che le procurò ferite così gravi, diffuse in quasi tutto il corpo, che la portarono e subire oltre trenta interventi
chirurgici da quel momento fino al 1954, anno della sua morte. Fu durante la prima convalescenza che
cominciò a dipingere i suoi autoritratti, aiutata da uno specchio appeso sul soffitto.
La sua pittura si trasformò presto in un . diario . della sua vita ( ( e il suo diario, conservato a Casa Azul, la casa
in cui nacque, visse e morì nel quartiere di Coyocán, è sicuramente una delle opere più interessanti) .
La vicenda amorosa con Diego Rivera fatta di passione, tradimenti reciproci, abbandoni e nuovi incontri
( dopo essersi separati tornarono a sposarsi una seconda volta) .
La militanza nel partito comunista che la portò a presenziare attivamente ai momenti più salienti della storia
del partito nel suo paese ( i Rivera, fra l'altro, furono gli ospiti di Trotsky durante il suo soggiorno in Messico) .
La storia e la tradizione messicane così radicate in lei che, ispirata da un forte nazionalismo, le fecero
cambiare la data della sua nascita e le fecero dichiarare di essere nata nel 1910, l . anno della rivoluzione
messicana.
Le radici indigene ( si veda "La mia balia ed io" presente in mostra) che la portarono a vestire alla maniera
delle indie tehuane e che riempirono i suoi quadri con il loro simbolismo.
La famiglia, quella di origine e quella . allargata . , come punto costante di riferimento affettivo e ideologico.
I viaggi negli Stati Uniti, tanto amati da Rivera e tanto odiati da lei, alimentano di simbolismi alcuni quadri,
ai quali sono legati alcuni momenti salienti della sua vicenda umana ( . Ospedale Henry Ford . , qui esposto,
ripropone con una forza e un . intensità straordinaria il dramma dell . ennesimo aborto di Frida) .
E . solo una sommaria carrellata su alcuni dei temi e degli elementi che, , con insistenza, ritornano in tutte
le opere di Frida Kahlo e che, fn da subito, la identificarono per la sua eccezionale originalità e la fecero
apprezzare dai più importanti esponenti dell . arte e della cultura internazionali. Fu Andrè Breton, il padre del 
surrealismo, a firmare la prefazione al catalogo della mostra organizzata, nel 1938, nella galleria di Julian
Levy a New York, e Picasso a Kandinsky furono entusiasti della sua pittura quando ebbero modo di vedere
le sue opere esposte a Parigi ( in questa occasione il museo del Louvre acquistò un suo quadro) . Frida,
fedele alle proprie origini e alla propria originalità rifiutò la definizione che le venne data di artista surrealista.
. Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà,
non i miei sogni . .
Un . opera e una vita al di fuori di qualsiasi definizione e una realtà, la sua, dominata dal tema del dolore.
Un dolore che, probabilmente come nessun altro artista è riuscito a fare, viene trasformato in opera d . arte.
Un dolore mai chiuso su se stesso o portatore di disperazione. Una sorta di karma vissuto e trasformato
nella pittura con quell'ironia tanto tipica dell'artista e tanto radicato nella cultura messicana. E . da questo
approccio che nascono quadri di profonda riflessione come . Pensando alla morte . del 1943, "La colonna
spezzata".  ( entrambi presenti in mostra) ma anche veri e propri inni alla vita come l . ultima opera dipinta che
si intitola, per l'appunto, " Viva la vita "

L'eccezionalità di Frida Kahlo, deve essere il filo conduttore che accompagna il visitatore in questa mostra.
Eccezionalità che ne fece una delle donne più amate e fotografate del suo tempo, una delle artiste più
stimate, e che, ancora oggi, crea intorno alla sua figura consensi forse senza precedenti.
Catalogo: Silvana Editoriale
ARTHEMISIA Srl Milano Corso di Porta Nuova 16 - 20121 Milano
Link

26 ottobre 2003

COMUNE DI MONZA
ASSESSORATO ALLA CULTURA
UFFICIO EVENTI ESPOSITIVI
presentano

"Guido Pajetta fra primo e secondo  Novecento"
Una rilettura di alcuni dei più grandi artisti italiani del secolo scorso
attraverso il filo rossa della pittura del Maestro monzese
e del contesto in cui le sue opere si collocarono

Al Serrone della Villa Reale di Monza, dal 26 ottobre 2003 al 6 gennaio 2004
la mostra antologica voluta dall’Amministrazione Comunale di Monza
e dalla Fondazione Panizzuti

L’Amministrazione comunale di Monza in collaborazione con la Fondazione Panizzutti  - alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Monza, Annalisa Bemporad, di Enrico Crispolti, uno dei tre curatori della mostra e di Giorgio Pajetta, figlio del pittore scomparso - nella sede del Serrone della Villa Reale, domani, sabato 25 ottobre, alle ore 18 - con apertura ordinaria al pubblico dal 26 ottobre 2003 al 6 gennaio2004 - inaugura una grande mostra antologica e storica dedicata al pittore monzese Guido Pajetta (Monza, 1898 - Milano, 1987) ed al Novecento Italiano.

L’esposizione “Guido Pajetta fra primo e secondo Novecento”,  a cura di Paolo Biscottini, Enrico Crispolti, Antonello Negri, è presentata e concepita insieme come un percorso e come un variegato e completo spaccato del panorama della pittura italiana, in particolare lombarda, del secolo appena trascorso osservato attraverso l’avventura creativa di Pajetta.

Il filo conduttore dell’esposizione è dunque costituito da un originale quanto interessante itinerario che procede, mediante una “lettura a raggio”, dalla vasta produzione di Pajetta a quella dei suoi contemporanei, siano essi nomi di primissimo piano - quali Sironi, Fontana, Lilloni - compagni d’accademia e d’avventura - come Ghiringhelli e Del Bon - o autori più distanti, come Cassinari  e Birolli.

In particolare, il percorso antologico della mostra muove dal 1915 - anno in cui Guido Pajetta si iscrive alla Regia Accademia di Brera insieme ad altri aspiranti pittori di significativo futuro - e attraversa quasi tutto il secolo fino alla scomparsa dell’artista, nel 1987, presentando il lavoro di Pajetta sempre teso alla sperimentazione e alla ricerca pittorica, insaziabile ed onnivoro di nuove forme espressive.

Tutte, o quasi le correnti del Novecento, sono rappresentate nell'esposizione. Si parte dal Mario Sironi, fondatore di Novecento, qui presente con “Contadino” (1928) e “Nudo di donna” (1928). Con lui, altri autori: sia gli espositori della neonata galleria Il Milione di Milano l’Alberto Savinio di “la Famille” (1930), il Renato Paresce di “Composizione/paese marino” (1932), Mario Radice, e Gino Ghiringhelli -, sia coloro che parteciparono al Manifesto della pittura murale - Anselmo Bucci (“Ritratto della signora Rapuzzi Guelfa”, 1928; “Autoritratto”, 1931) e Contardo Barbieri (“Il racconto del legionario”, 1936).

Lucio Fontana è rappresentato da alcune opere prespazialiste fra cui “Testa di ragazza” (1931) e  “Battaglia” (1947), un pannello dipinto dalle rilevanti misure (155x225) mai esposto prima e costituito da 90 formelle di ceramica a rilievo, mentre il Chiarismo lombardo è tutto nel nudo “Il risveglio” di Umberto Lilloni e nel contemporaneo “Lo schermidore” (1934) di Angelo Del Bon.

Si riparte, quindi, dall’Astrattismo di Virginio Ghiringhelli (“Composizione diagonale” del 1934) e di Mario Radice (“Composizione” del 1935) passando poi al Postcubismo rappresentato da “La vigna bianca” (1952) di Renato Birolli e dalla bellissima “Enrica in giallo” (1949) di Bruno Cassinari. Si giunge, poi, alle soglie dell’Espressionismo esistenziale interpretato da Gino Meloni e dal milanese Franco Rognoni, scomparso di recente, che alla curiosità per la corrente tedesca aggiunse di suo tutto ciò che riteneva internazionale della cultura pittorica milanese.

In questo lungo itinerario attraverso le vicende maggiori dell’Arte italiana di buona parte del primo e secondo Novecento, la mostra documenta le comuni radici culturali della giovane leva di Brera  a metà degli anni Dieci, ancorate alla pittura tardo-ottocentesca dei maestri Cesare Tallone e Ambrogio Alciati, quindi la loro successiva adesione ai modelli del Novecento Italiano, ed infine la diaspora verso forme ed esperienze pittoriche diverse, dal Chiarismo all’Arte Astratta.

Con questi compagni e amici pittori, Pajetta si confronta dapprima liberamente nelle Sindacali lombarde e nazionali, e nelle Biennali dei primi anni Trenta. Ma da essi in seguito si stacca incrociando a Parigi, dal ’34 al ’38, le grandi lezioni dei protagonisti delle avanguardie europee, sviluppando una figurazione inquieta e briosa. Per raggiungere infine, dagli anni del secondo dopoguerra, l’autentica vena narrativa della piena maturità, nei termini di un espressionismo assai personale.

Il particolare aspetto metodologico messo in atto dalla mostra consiste dunque in una lettura per niente celebrativa o verticistica dei risultati del lungo lavoro sviluppato da Guido Pajetta fra primo e secondo Novecento; una lettura, quindi, fondata su un’analisi di confronto contestuale ed ambientale che dà conto anche di tutte le condizioni  umane con le quali ha interagito la ricerca dell’artista.

“Ho conosciuto Guido Pajetta nei primi anni Settanta - ha dichiarato Mons. Luigi Crivelli, Presidente della Fondazione Panizzuti oltre che Responsabile dell’Ufficio e Beni Culturali della Diocesi di Milano e Presidente della Fondazione S. Ambrogio Museo Diocesano di Milano - dopo che il pittore aveva appena trasferito casa e studio in un piccolo appartamento davanti alla basilica di San Simpliciano. A distanza di decenni le circostanze hanno fatto sì che io rappresentassi la Fondazione Panizzutti, nata grazie alla volontà di Gianna Panizzutti che con il gallerista Massimo Cassani ha sostenuto l’impegno artistico di questo autore.

Pajetta - ha proseguito Mons. Crivelli - è un artista che, con padronanza assoluta dei mezzi espressivi e senza timore di contaminazioni e di prestiti letterari, attraversa un secolo di straordinaria vitalità percorso intensamente nella ricerca drammatica, perché senza approdo, di quel canto libero, innocente e tragico che aveva avvertito dapprima nella pittura di importanti maestri del passato e in seguito in tanti contemporanei di casa nostra ed europei”.

CENNI BIOGRAFICI
Guido Pajetta nasce a Monza nel 1898 da una famiglia di noti pittori veneti dell’Ottocento. Studente all’Accademia di Brera, ha per compagni Ghiringhelli, Del Bon, Lilloni e più tardi frequenta Mario Sironi, Anselmo Bucci, i Chiaristi e Lucio Fontana, che ritrae in un dipinto del 1935. Irrequieto e curioso, vive e lavora per alcuni anni a Parigi. Partecipa alle Biennali di Venezia nel 1928, 1930, 1932. Espone ripetutamente in Italia, Francia, Germania, Svizzera e Inghilterra dove frequenta Raoul Dufy, Othon Friesz, Henry Moore.

Negli anni Trenta-Quaranta figura  situazioni di costume, ritratti e nature morte. Alla fine degli anni Sessanta ritrova la sua più autentica vena narrativa, ironica e nichilista, nell’uso dei colori acrilici. Dopo una “fatica artistica” durata più di settant'anni, si spegne a Milano nel 1987.

Orario della Mostra:
Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00  Lunedì chiuso
Ingresso:  intero € 5,00 - ridotto: € 2,00
Visite guidate per le scuole su prenotazione, Tel. 039 322086, 039 2302192
Sito: www.guidopajetta.it

Catalogo a cura di Paolo Biscottini, Enrico Crispolti, Antonello Negri
Visite guidate, sezioni didattiche, guida informatica interattiva

Serrone della Villa Reale
Viale Brianza 2 - 20052 Monza
Tel. 039 2302192, 039 322086 - Fax 039 361558
eventiespositivi@comune.monza.mi.it
Archivio Guido Pajetta Arch. Giorgio Pajetta  20131 Milano, Via Desiderio 10  tel. 02 70637026

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A PUPI AVATI “L’OSCAR” DEI MEDICI E DEI SESSUOLOGI  

“Il cuore altrove” ha ricevuto il premio “Remedia Amoris” per la capacità di narrare in modo corretto e pieno di sensibilità le tematiche del rapporto di coppia

 Roma, 2 ottobre 2003  Mentre infuriano le polemiche sulla sua candidatura ai più importanti premi internazionali, “Il cuore altrove”, l’ultimo film di Pupi Avati, ha ricevuto il riconoscimento di una giuria composta da alcuni dei più importanti medici specialisti della sfera sessuale. Al regista bolognese è infatti stata assegnata la prima edizione di “Remedia Amoris”, il premio creato per promuovere la corretta comunicazione delle tematiche sentimentali e sessuali all’interno della coppia.

 “Per la grande sensibilità e la corretta analisi delle problematiche legate alla coppia che ha saputo dimostrare nel suo ultimo film. Ma anche per la capacità di affrontare tematiche delicate e profonde come i rapporti e la sessualità all’interno della coppia senza mai dover ricorrere al sensazionalismo o ad una gratuita trasgressione”. Questa la motivazione che accompagna il premio, istituito dalla multinazionale Lilly Icos e consegnato oggi a Pupi Avati, in occasione dell’apertura a Roma del convegno “Sexual Therapy And Rehabilitation”, che vede riuniti oltre 750 medici specialisti impegnati nelle problematiche della sessualità.

Il suo ultimo lavoro - come continua la motivazione del premio Remedia Amoris -  ha evidenziato la maestria di Avati nel riscoprire l’importanza di emozioni come l’imbarazzo, la timidezza e il pudore e la sua abilità nel trattare in modo semplice ma mai banale i diversi aspetti del rapporto di coppia ”.

E se “Il cuore altrove” ha fornito l’occasione per assegnare a Pupi Avati il premio, ad ottenere il riconoscimento è lo stile e l’attenzione che il regista ha dimostrato in molte delle sue opere.

Ad Avati è stata consegnata una targa e un assegno di 15 mila Euro, che ha deciso di devolvere alla “Fondazione bambini in Emergenza”, l’onlus creata dal giornalista Mino Damato e da Berenice Magnoni. Nata nel 1995 per fornire assistenza a tutti i bambini “in emergenza” con una missione diretta soprattutto ai bambini colpiti da Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (A.I.D.S.), la Fondazione ha scelto la Romania come campo di intervento prioritario a causa della grande incidenza di tale malattia e l’altissimo numero di minori abbandonati in Ospedali ed Istituti.

 

 

 

06/6/2003

Recensione

5 GIUGNO 2003, ore 21, Alcatraz, via Valtellina 21, Milano

Proclamazione dei vincitori ADCI AWARDS, la migliore pubblicita' italiana

 

Commento:

 

ADCI AWARDS: i premi veri della pubblicita' italiana li diciamo noi.

La proclamazione degli Adci Awards di giovedi' 5 giugno 2003 a Milano ha avuto grande successo: oltre 2000 persone hanno partecipato all'evento, arricchito dal concerto di Elio e le Storie Tese che ha presentato in anteprima live alcuni pezzi del suo nuovissimo album.

Nelle ore precedenti la serata hanno circolato delle anticipazioni sui premi, originate da rejectedby, il sito di  pettegolezzi e invettive dove, protetti dall'anonimato, molti pubblicitari vuotano il sacco raccontando verita', mezze verita' e balle colossali. Riprese, sia pure con prudenza, da una testata di settore, le anticipazioni erano in gran parte inesatte.

I premi veri, proclamati nel corso della serata dal presidente Adci Lele Panzeri con una distribuzione  di magliette "Io ho vinto, tu no" agli autori dei lavori premiati, sono resi pubblici sul  sito dell' Art Directors Club Italiano www.adci.it a partire dal 6 giugno. Le t-shirt, stampate in numero limitatissimo, sono diventate subito un oggetto di culto.

La premiazione formale, con salita sul palco, strette di mano, foto e discorsi di circostanza avra' luogo nel prossimo  ottobre, insieme alla  presentazione del XVIII Annual dell' Art Directors Club Italiano che, come ogni anno, immortalera' i migliori lavori pubblicitari della stagione  precedente. Il XVII annual e' disponibile presso le librerie specializzate oppure puo' essere ordinato dal sito dell'editore www.lupetti.com.

Hanno contribuito al successo della  serata Sector, il supplemento Musica de "la Repubblica",  Photo Italia, Lupetti - Editori di Comunicazione, Convivium, Frame by Frame. Francesco Roccaforte ha fatto da dj in attesa del concerto.

L' Art Directors Club Italiano ringrazia Elio e le Storie Tese per la partecipazione e l'inimitabile verve. Ringrazia inoltre lo staff dell'Alcatraz di Milano per la disponibilita' e il supporto organizzativo.

 

Art Directors Club Italiano

www.adci.it

 

 

la Redazione

E.R.